venerdì 24 ottobre 2014

Referti digitali: Basilicata, avanti tutta

  

La Basilicata si va riscattando. Lo fa non solo per il titolo europeo ricevuto dalla città di Matera, un onore per tutto il meridione in grave difficoltà, ma anche per la volontà di innovare. L’ultimo esempio viene dalla dematerializzazione dei dati clinici, in particolare quelli radiologici, varata dalla giunta lucana e realizzata in collaborazione con Aruba, grosso provider nazionale di servizi digitali, e con GMed, società specializzata in software gestionali e di integrazione in campo sanitario.

Il settore medico ed ospedaliero è forse quello che ha più bisogno di servizi smart ed efficienti. I pazienti e chi prenota un visita ne sanno qualcosa. I processi in questo campo devo essere snelli e strutturati in modo da garantire una risposta rapida e qualitativamente elevata. La regione Basilicata ha pensato di sostituire la gestione cartacea, ossia le vecchie lastre delle radiografie ma soprattutto i risultati dei più moderni strumenti di diagnostica medica visiva (TAC e risonanza magnetica, i maggiormente noti), con la loro versione digitale. Si parla di conservazione sostitutiva, come in questo caso, quando si passa a metodi di archiviazione delle informazioni che danno validità legale al documento informatico, aggiungendo valori fondamentali, quali facile consultazione e rapida condivisione. Tutto grazie alla digitalizzazione: fin’ora sono riusciti a registrare circa 3 milioni di referti in questa modalità.

E ci sono vantaggi anche di altra natura. Innanzitutto economici, dato che si risparmia per la stampa dei referti radiologici; poi si rispettano i principi di integrità (presenti nella nostra Costituzione ma riaffermati dal Dlgs 150 del 2009) e quelli di opponibilità verso terzi (in altre parole, l'idoneità di un atto giuridico ad esprimere la sua efficacia anche nei confronti dei terzi e non solo delle parti). Di più, i dati così fruibili hanno un tasso di sicurezza elevato, sia nei confronti del diritto alla privacy che dal punto di vista della perdita di informazioni, grazie a procedure e a protocolli all’avanguardia. In Basilicata stanno pensando di utilizzare metodi simili anche con i dati amministrativi, estendendo e diffondendo le procedure anche ai comuni: alcuni di questi stanno già usufruendo dei data center regionali. Altre regioni hanno già sviluppato sistemi simili, in ambito sanitario: l’Emilia Romagna, ad esempio, con il suo Fascicolo Sanitario Elettronico. 

Se i sassi di Matera balzano alla cronaca come originali testimonial per la cultura europea, il resto del territorio non è da meno in quanto a tecnologie e a servizi innovativi per i cittadini. Come a dire, il vecchio si unisce al nuovo e, soprattutto, funziona, se ci sono volontà governative e competenze a tutti i livelli. Una regione da cui, nonostante il passato non rigoglioso, i territori vicini possono imparare e crescere, disarcionando certi futili ego di chi li abita.

(fonte http://www.ict4executive.it/pmi/business-case/regione-basilicata-i-dati-clinici-diventano-digitali_43672153776.htm ; si ringrazia il sito mareenfischinger.com per la gentile concessione della foto)
 


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