venerdì 2 ottobre 2015

Scovare vita aliena ascoltandone il rumore


Le nostre città sono piene di rumori, ne sono così sature che si parla di inquinamento acustico. In alcuni posti, in campagna e ancor di più in alta montagna, “ascoltare” il silenzio della natura può essere gratificante. Ma il posto più silenzioso che l'uomo conosca è lo spazio profondo. Certo, non è alla portata di tutti, praticamente di nessuno. Ma è anche grazie a quella totale assenza di disturbi uditivi che una nuova tecnologia, inventata da un gruppo di ricercatori freelance di La Habra Heights, California, potrebbe permettere di ascoltare suoni di mondi lontani, addirittura quelli prodotti da microbi extraterrestri. Sempre che esistano, ovviamente.

Si tratta di uno speciale microfono applicato al cosiddetto sensore acustico a distanza (RAS, remote acoustic sensor), che è in grado di catturare i suoni all'interno di ambienti aerospaziali estremi e spesso inaccessibili. La struttura del rivelatore RAS è sensibile a piccole variazioni di frequenza audio traducibili in energia elettromagnetica. La tecnologia diventa ancora più interessante e utile quando combinata con immagini ad alta risoluzione sincronizzate con la registrazione della stessa scena. Una versione miniaturizzata del dispositivo potrebbe teoricamente fare la sua strada verso la Luna, Marte o sul satellite Europa di Giove per ascoltare di segni di vita, hanno detto i ricercatori.

Gli scienziati hanno testato il sistema su due scenari, uno macroscopico ed uno microscopico. Nel primo caso hanno effettuato delle registrazioni audio, a diverse decine di km di distanza, di un motore avionico che sarà inserito in un razzo leggero del programma NASA denominato Space Launch System. Nel secondo l'attenzione è stata rivolta al mondo dei microbi, registrando l'attività acustica prodotta da un tipo di protozoo di dimensione circa di 75 micron: un animaletto 13000 volte più piccolo di 1 mm."Se c'è vita, insieme al relativo pur minuscolo movimento, la tecnologia RAS è in grado di rilevarla", ha detto il leader del progetto RAS, Dan Slater,

Una navicella spaziale equipaggiata con la tecnologia RAS avrebbe le potenzialità per catturare suoni naturali su asteroidi, comete, pianeti e lune, oppure, fattore più importante ed intrigante, riuscire a percepire le vibrazioni prodotte dalla vita aliena almeno sui corpi celesti a noi più vicini. Ma, tornando sulla terra, un sistema simile potrebbe essere utile in misure a grande distanza, per conoscere in anticipo fenomeni naturali tipo perturbazioni pericolose, dando il tempo di mettere in salvo molte persone.

Tra i tanti sistemi che vanno alla ricerca di forme di vita extraterrestre, quella che usa il senso dell'udito, anche se amplificato in modo artificiale, è piuttosto innovativa. Ha dalla sua la possibilità di intercettare esseri che si muovono indipendente da qual è la loro biologia: forse cercare qualcuno che condivida le stesse nostre leggi della natura può non essere la strada giusta, mentre sentire che gli eventuali E.T. si muovono prescinde della loro struttura.

Il sistema RAS può essere visto, se vogliamo, come un super-orecchio dalle potenzialità straordinarie. Chissà se in futuro ne verrà fuori una versione che ascolta le voci umane e spia le conversazioni a grande distanza, una cimice speciale a cui forse neanche James Bond o Ethan Hunt avevano pensato.





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