lunedì 16 aprile 2018

India, senza ID non esisti



Ci siamo scandalizzati poche settimane fa per la questione di Cambridge Analytica, azienda che in collaborazione con Facebook ha manipolato molti utenti per fini elettorali. E chissà quanto non sappiamo ancora al riguardo. Abbiamo conosciuto il caso Snowden alcuni anni orsono, ma resta sempre il dubbio che a fronte di poche gole profonde ci siano moltissime altre trame in cui si fanno beffe della nostra privacy. In India, invece, al riguardo non si va tanto per il sottile. Il governo, guidato dal premier Narendra Modi, sta per terminare il suo censimento bio-digitale, fatto di impronte digitali, scansione dell'iride e facciale, di quasi tutti il miliardo e 300.000 abitanti del paese. Bè, forse censimento è una parola arcaica per questo tipo di operazione. Non si tratta solo di dati statistici, ma di collegare l'ID che ne deriva a moltissimi sistemi: distribuzione del cibo, telefoni e finanze. Solo per iniziare.

Naturalmente molti cittadini si sono indignati per questo strumento di orwelliana memoria, che gl inventori hanno battezzato con il nome Aadhaar, che in hindi vuol dire "fondamento, base". Il Primo Ministro e i sostenitori del programma affermano che Aadhaar è il lasciapassare per l'India del futuro: un ID universale e facile da usare che ridurrà la corruzione endemica del paese e aiuterà a ridurre l'analfabetismo digitale."Se il governo ha investito nella costruzione di un'utilità pubblica digitale e questa è resa disponibile come piattaforma, allora sarà possibile creare importanti innovazioni in molti campi", ha detto Nandan Nilekani, il miliardario della tecnologia che collabora dal 2009 con i governanti per costruire il sistema. Per altri paesi del mondo, almeno agli occhi di chi risiede nella stanza dei bottoni, è stata segnata una strada da seguire quanto prima. La Cina è una di questi.

Il progetto indiano è davvero mastodontico, sia nella raccolta di massa di dati biometrici, sia nel tentativo di collegarlo a tutto: biglietti del trasporto pubblico, conti bancari, pensioni, persino pasti per gli scolari denutriti. I poveri devono scansionare le loro impronte digitali presso i negozi statali per ottenere le razioni di riso. Gli anziani devono fare la stessa cosa per riscuotere le pensioni.  Nelle principali città, i neonati non possono lasciare l'ospedale fino a quando i genitori non li iscrivono alla rivoluzionaria anagrafe. Anche i malati di lebbra, patologia ancora largamente diffusa in India, devono utilizzare impronte digitali o scansioni dell'iride per usufruire dei loro medicinali, nonostante siano soggetti proprio a deterioramenti delle dita e degli occhi. Alcuni datori di lavoro utilizzano l'ID per controlli preliminari sui candidati alle assunzioni.

Gli oppositori hanno depositato almeno 30 ingiunzioni contro questo programma alla Corte Suprema dell'India. Sostengono che Aadhaar viola la Costituzione, soprattutto perché proprio l'anno scorso una sentenza unanime aveva finalmente dichiarato il diritto fondamentale alla privacy per tutti gli indiani. I legali che contestano il sistema affermano che il governo sta essenzialmente costruendo un gigantesco database sui suoi cittadini, insinuando appunto l'idea del controllo globale e puntuale. Il tribunale ha tenuto diverse e prolungate udienze e dovrebbe pronunciarsi entro poche settimane. Il governo sostiene che l'ID universale è vitale in un paese in cui centinaia di milioni di persone non hanno documenti di riconoscimento accettati a livello nazionale.

Ma il sistema Aadhar non è ovviamente esente da falle, sia pratiche che concettuali. Sebbene il sistema composto da impronta digitale, scansione dell'iride e del viso sia stato dichiarato sicuro, almeno 210 siti governativi hanno avuto "fuoriuscite" di dati sensibili. Poiché Aadhaar è diventato obbligatorio per i sussidi del governo, alcune parti dell'India rurale hanno faticato con le connessioni Internet necessarie per far funzionare Aadhaar. Dopo una vita di lavoro manuale, molti indiani non hanno più delle impronte facilmente leggibili, rendendo difficile l'autenticazione. Uno studio recente ha rilevato che il 20% delle famiglie nello stato di Jharkand, ai confini col Bangladesh, non è riuscito a ottenere le razioni di cibo con la verifica basata su Aadhaar: una percentuale cinque volte peggiore del precedente sistema....

Pare dunque ragionevole credere a ciò che ho scritto nel titolo del post. In futuro un indiano che non avrà un ID digitale per lo stato sarà come se non esistesse. Pensate solo a cosa accadrebbe in caso di hackeraggio dei dati o della loro distruzione. I film di fantascienza superati da una realtà troppo razionale.




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