martedì 11 aprile 2017

Biometria facciale, nuova frontiera dell'identificazione


Da quando sono diventato fumatore di soli sigari, certi sistemi di acquisto automatico delle bionde li ho persi di vista. Giorni fa ho notato in una di quelle macchinette a muro nei pressi dei tabaccai un rilevatore di impronte digitali. Era subito sopra un lettore di documenti, strumento utile (ma facilmente superabile) ad accertare l'età del fumatore. Ormai le tecnologie biometriche sono nei posti più impensati, dalle rappresentazioni sul grande schermo si spostano e si sposteranno sempre più nella vita quotidiana. Nei film ci siamo abituati a vedere il riconoscimento della mano, la lettura dell'iride; alcuni laboratori si concentrano sulle onde cerebrali. Di recente in Cina stanno usando il riconoscimento completo del volto, il quale, oltre alle abilitazioni di accesso, può servire per i pagamenti.

Negli ultimi anni con i computer si riesce piuttosto facilmente a riconoscere i volti, performance molto interessante per la sorveglianza, ad esempio. Il riconoscimento facciale potrebbe rivoluzionare molti settori, da quello delle forze dell'ordine al modo con cui le persone interagiscono con banche, attività commerciali e servizi di trasporto. In effetti, l'idea di una tale tecnologia biometrica esiste da decenni, ma solo ora è abbastanza precisa per essere utilizzata con sicurezza nelle transazioni finanziarie. Le nuove versioni utilizzano il cosiddetto apprendimento profondo, una tecnica di intelligenza artificiale particolarmente efficace nel distinguere le immagini, perché rende il computer uno strumento molto oggettivo per valutare le caratteristiche del viso ed identificare in modo più affidabile una persona.

Face++ è una startup cinese che produce sistemi, basati su questa tecnologia, per autorizzare i pagamenti, fornire accesso alle strutture, oltre che per rintracciare dei criminali. E' tra le prime a livello mondiale, e si pensa che altri paesi a breve adotteranno prodotti simili. Per Face++ (si legge face plus plus) le cose sembrano andare bene, visto il suo valore stimato di circa un miliardo di dollari. Una volta aggiunto il volto ad un database, è possibile accedere in modo automatico a degli uffici,  monitorare i movimenti di quella persona all'interno di un edificio, tracciarne gli spostamenti. Il software cataloga un individuo in base ad 83 punti differenti sulla sua faccia: i parametri geometrici determinati dalle distanze tra tutti i punti sono sufficienti al riconoscimento. Se pensate a quante combinazioni può dare una misurazione del genere, capirete che trovare una persona con gli stessi valori è al limite dell'impossibile.

Nella terra del sol levante la tecnologia di Face++ è già in uso in diverse applicazioni. E' possibile trasferire denaro tramite Alipay, l'app per i pagamenti in mobilità utilizzata da più di 120 milioni di cinesi, adoperando il proprio volto come credenziale. Nel frattempo Didi, l'Uber cinese, si avvale del software di Face++ per avere conferma che l'autista è stato riconosciuto, dando più tranquillità ai passeggeri. L'alto livello tecnologico raggiunto è un driver importante in Cina per aumentare i sistemi di sorveglianza. La polizia nazionale possiede al riguardo un grande archivio digitale di foto delle carta d'identità, con il quale può identificare, anche mediante la tecnologia implementata da Face++, i criminali sospetti tramite le telecamere di sorveglianza, presenti in ogni dove. State pensando anche voi ad un grande fratello giallo? Anch'io, non lo nascondo.

E poi, sarà perché sono diffidenti, sarà per il loro gigantesco valore economico, negli ultimi anni in Cina alla sicurezza è stato attribuita un'altissima priorità. In molte aziende i dipendenti accedono agli stabilimenti semplicemente avvicinandosi ad una telecamera che ne abilita l'ingresso. Questo accade a Baidu, il Google cinese, che gestisce anche altri servizi. Con il riconoscimento del volto Baidu sta sviluppando un sistema che permette alle persone di acquistare biglietti ferroviari; sta collaborando con la città di Wuzhen, storica meta turistica, per consentire l'accesso alle sue attrazioni senza biglietto. Ciò comporta la scansione di molte migliaia di volti di un database per trovare una corrispondenza, e pare che Baidu riesca ad azzeccarci con una precisione del 99%.

Dicono che nel paese degli ex mandarini la comodità di queste tecnologie prevalga in confronto al rispetto della privacy. Oppure questo è il concetto che il governo di Pechino vuole far passare. In futuro anche noi entreremo nelle nostre case grazie al riconoscimento facciale? potremo acquistare prodotti su misura se il nostro viso sarà presente nella banca dati di quell'ipermercato? Chissà, forse sarà un modo per debellare la "piaga" del lifting: faccia cambiata, accesso negato.



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