venerdì 3 febbraio 2017

La pazienza maschile nel regno animale


Le coppie umane stanno cambiando. Per ora la maggioranza è fatta da uomini e donne. E, in questo caso, data anche la secolare storia al riguardo, si dice (dico, si dice) che sia quasi sempre l'uomo ad adattarsi alla donna. Non sono maschilista come può sembrare. Racconto solo un sentire che va dalla favola di Adamo ed Eva a Maria Elena Boschi. Scherzi a parte, la fisiologia maschile a volte prevale sulla ragione e, a causa di alcune peculiari profondità femminili, ci capita di dire di sì senza volerlo con tutti noi stessi. Ma non siamo soli nel mondo. Non per le profondità, voglio dire. Per il modo accondiscendente di fare i partner. Capita, infatti, anche a certi scriccioli in Costa Rica.

Durante un viaggio in Costa Rica la biologa Karla Rivera-Cáceres, dell'Università di Miami, ha osservato come certi uccelli cantassero in coppia, un maschio e una femmina, all'unisono. La cosa in sè per sè non l'ha stupita, visto che proveniva da anni di studi sui cosiddetti "codici Duet", cinguettii abbinati e non casuali di scriccioli appaiati. Portava avanti quindi da tempo un'analisi per comprendere se la loro capacità di produrre musica complessa e senza soluzione di continuità fosse un'abilità congenita, oppure venisse appresa in alcuni stadi della vita. Ma la vera scoperta è che l'uccello maschio tende a variare il proprio contributo sonoro in funzione di come sta cinguettando la femmina della sua coppia. Per dare un significato prettamente umano, la Rivera-Cáceres ha paragonato questi duetti ad una forma di accordo prematrimoniale. Incredibile !

E' come se le femmine di questa specie pensassero: se sei disposto ad usare il tuo tempo per imparare un nuovo duetto, sono sicura che non mi lascerai, altrimenti dovresti fare la fatica di apprendere un altro "brano" con un partner diverso. Il maschio si sta impegnando e la femmina ne riconosce l'abnegazione. Questa la bellissima spiegazione della biologa. In generale, uno scricciolo maschio ha il suo set di canzoni e uno scricciolo femmina ne ha un altro. Una volta accoppiati, gli uccelli collegano le loro canzoni in un modo non casuale e poi le perfezionano, fino a ad unificarle. Ne viene fuori una sorta di melodia complessa ma espressa così bene che ad un orecchio non allenato appare come il canto di un solo volatile.

L'esperimento della Rivera-Cáceres non si è fermato al solo ascolto. Per dimostrare che gli uccellini  imparano nuovi duetti con regole diverse rispetto al passato, con piccoli altoparlanti ha riprodotto il canto registrato di altri esemplari. Non appena uno dei partner di una coppia formata è volato verso l'altoparlante, è stato catturato e spostato in un'altra zona della foresta costaricana. Si sono quindi formate nuove coppie, le quali, poco alla volta, si sono risintonizzate su altri brani, riadattandosi. E qui, ecco la novità. Gli scriccioli maschi hanno cambiato le loro regole musicali precedenti più frequentemente rispetto alle femmine; queste ultime producevano risposte sonori simili a quelle dei loro vecchi compagni. I codici duetto dei maschi sono risultati essere più flessibili, modificandosi per convergere verso le "sonorità" della femmina. Dopo alcuni mesi le nuove coppie hanno riunificato il loro canto. E vissero felici e contenti, potremmo dire.

La straordinaria bellezza della natura si nota anche in queste piccole grandi cose. La straordinaria pazienza dei partner maschi, uomini e animali, pure. Dite di no ?


(fonte https://www.eurekalert.org/pub_releases/2017-01/uom-htr013017.php; si ringrazia il sito http://scitechdaily.com/ per la gentile concessione della foto)



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