martedì 5 gennaio 2016

Due mezzi in uno


Usciamo da un anno importante per la mobilità ed i trasporti, che ha visto succedersi 2 eventi scottanti negli ultimi mesi, il primo in negativo, il secondo in positivo, almeno per le promesse. Stiamo parlando dello scandalo Volkswagen e della COP21. L'ovvio legame che c'è tra i due poggia su come la quota parte dell'inquinamento dovuto alle scie sporche lasciate dai nostri mezzi possa essere ridotta all'osso. Al riguardo, oltre agli accordi politici, diversi costruttori di veicoli nel mondo stanno concependo tecnologie innovative che, pur dovendo essere sottoposte alle necessarie economia di scala per essere vincenti, possono affascinare per inventiva ed utilità. E' di pochi giorni fa la notizia che la Ford ha brevettato un particolare monociclo elettrico "estraibile" da un'auto.

Molte città stanno tentando, a fatica, di realizzare parcheggi di scambio per far lasciare l'auto a chi viene da fuori e rendere disponibili i mezzi pubblici o, nella migliore delle ipotesi, una bicicletta elettrica. In questo caso non ci sarebbe nulla di veramente innovativo, se non l'applicazione di moderne concezioni di mobilità, per le quali è chiaramente essenziale una forte componente culturale da parte di chi si muove. La Ford invece ha di recente depositato un brevetto secondo cui un'autovettura possiede una delle 4 ruote con capacità mai viste prima. Già distinguibile ad occhio nudo rispetto alle altre, essa promette di trasformarsi in un monociclo elettrico. Infatti, a veicolo fermo, l'auto si solleva automaticamente sulla ruota speciale, mediante un pistone idraulico, e permette di staccare la ruota: così si montano facilmente un minuscolo sellino, due poggiapiedi ed  un piccolo manubrio telescopico. All'interno della ruota sono invece contenuti il motore elettrico, la batteria e l'elettronica di gestione.

Al di là dei dettagli ancora da mettere a punto, l'idea è al limite del geniale. Si erano già visti in passato mezzi a due ruote ripiegabili o comunque trasportabili in auto, con la doppia problematica di doverli ricaricare e dell'ingombro nel portabagagli. Invece la ruota-monociclo potrebbe essere ricaricata durante la normale guida e toglierà dal volume della capacità di carico posteriore solo lo spazio minimo per gli accessori da assemblare. Certo, l'utilizzo più logico sarà quello di una sola persona che guida l'auto, parcheggia e poi va via con il monociclo, senza inquinare, riducendo il traffico e a costo quasi zero. In questo senso non è applicabile a sistemi di car pooling, ma se prenderà piede forse passare a due ruote rimovibili piuttosto che ad una potrebbe essere fattibile.  Di più, se ne uscisse una versione dell'auto completamente elettrica il vantaggio ambientale sarebbe enorme.

Ad oggi è ancora presto per dire quali saranno i tempi di attesa per vederla sul mercato, o per capire se Ford davvero investirà sull'idea per industrializzarla e diffonderla. E' significativa però la trasformazione concepita, nella quale, oltre ai grandi contenuti tecnici, si intravede una multi-modalità basata su di un mezzo solo. E' questa la vera chiave di volta che potrebbe fare scuola nei concept di mobilità sostenibile applicata. Se poi, come anticipavamo, la svolta verso l'elettrico fosse più radicale, oltre alle indispensabili infrastrutture, potrebbe venire incontro un servizio come SOV-Help, presentato solo 2 mesi fa a Milano: un soccorso per una ricarica veloce ai mezzi elettrici con le batterie completamente scariche. Avanti così, perché la lotta ai combustibili fossili deve essere vinta.








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