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mercoledì 2 settembre 2015

Droni che sorvegliano i cantieri edili


L'aumento vertiginoso dell'uso dei droni nelle attività più disparate è certamente una conferma di quanto sia positiva questa tecnologia. Ora una nuova possibilità sta venendo fuori nelle ultime settimane in California, dove alcuni droni vengono utilizzati per catturare video che mostrano i progressi nella costruzione del nuovo stadio dei Sacramento Kings, nota squadra di basket appartenente al gotha di questo sport, l'NBA. Naturalmente alcuni operai non l'hanno presa molto bene.

All'interno del cantiere, una volta al giorno, diversi droni pattugliano automaticamente le principali aree, registrando dei video. Da questi dati un software dedicato realizza un'immagine tridimensionale del sito, la quale può essere confrontata con piani architettonici predefiniti e con il calendario lavori della costruzione, che mostra quando ciascun elemento deve essere terminato. Così facendo, i manager delle ditte esecutrici verificano in tempo reale come il progetto sta procedendo, risalendo in modo semplice alle parti del progetto che stanno ritardando. Il software è stato sviluppato presso la University of Illinois: gli ingegneri informatici sostengono di poter ottenere anche altre informazioni oltre quelle grafiche, ossia il motivo per cui un particolare elemento strutturale è in ritardo, forse perché i materiali non sono ancora arrivati, e cosa fare per recuperare il tempo perso, aumentando quindi l'efficienza dei lavori.

A differenza di settori come quello agricolo e forestale, dove una volta definito il percorso del drone, le riprese in periodi diversi possono evidenziare piccoli cambiamenti, in un cantiere edile i lavori sono molto più dinamici: è dunque meno semplice far convergere certe informazioni e renderle utili a chi deve verificare il cronoprogramma. Ma alla University of Illinois non si sono preoccupati per questo, al contrario hanno cercato di registrare il maggior numero di dati grazie agli aeromobili a pilotaggio remoto. Infatti, oltre all'avanzamento dei lavori, le riprese permettono di individuare, in modo meno automatico del primo, l'effettiva collaborazione tra le squadre disseminate sul cantiere, al fine di capire perché qualcuno sta lavorando meno e male, rallentando l'intero progetto.

E' però facilmente sollevabile la controversia secondo cui la privacy dei lavoratori non è più garantita. La prima conseguenza potrebbe essere che, data la presenza del “grande fratello volante”, qualcuno pensi sia meglio lavorare di più: troppi straordinari e, alla lunga, prestazioni qualitativamente inferiori. Il responsabile del progetto, l'ingegner Golparvar-Fard, sostiene che nel settore delle costruzioni, almeno per i lavori di una certa dimensione, ci sono sempre state persone che controllano il lavoro degli operai e, negli ultimi anni, anche delle telecamere per lo stesso scopo. “Capisco che la presenza dei droni può essere fonte di disagio per i lavoratori, ma bisognerebbe fargli capire che il vero target è l'efficienza dell'intero progetto e non quella del singolo: dunque questo sistema ci permette di capire come alimentare le risorse in un modo più puntuale, dal punto di vista quantitativo e temporale” ha detto Golparvar-Fard.

Al riguardo, un portavoce di una importante associazione statunitense dei lavoratori, la LIUNA (Laborer’s International Union of North America), ha dichiarato di non essere a conoscenza di questo tipo di controllo, ma non ha espresso alcun parere. In ogni caso, uno innovativo strumento come questo, se non troverà ostacoli di carattere burocratico, potrà essere in futuro una possibilità di monitoraggio a largo spettro, compresi alcuni tipi di lavoro manuale, semplicemente dando un'occhiata ad un pc o ad uno smartphone, con gli annessi software di controllo.





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