mercoledì 24 dicembre 2014

La zanzara sotto l’albero di Natale


Qualche notte fa mi sveglio per un ronzio ad un orecchio. Mi sarò sbagliato, così riprendo a dormire. Passa poco e lo riavverto. Avrò dimenticato di accendere il Vape, mi dico. Il Vape ? ma siamo quasi a Natale ed io sono sotto il piumone, non è possibile ! E invece sì, c’è una zanzara assetata del mio sangue nella camera da letto. Mi rassegno e cerco di coprirmi la testa in qualche modo, vantaggio invernale di cui in estate non posso usufruire.

Sembra che sia stato l’anno più caldo degli ultimi 150 anni. E dire che in questo record da guinness quasi nessuno ci voleva entrare. Ma i dati oggi sono una questione difficilmente discutibile: il clima mondiale sta cambiando in modo sensibile e ci troviamo, tra gli effetti minori, le zanzare come indesiderati regali di Natale, senza nemmeno poterli riciclare. Quando anni fa spuntarono i partiti dei Verdi, in Italia come in altre parti d’Europa, non mi sembrò una trovata geniale. Da una parte mi dicevo: se per ogni questione sociale si dovesse creare un partito ne avremmo a bizzeffe (poi è successo lo stesso ma per altri motivi); inoltre non avevamo, né io né molti altri, la sensibilità e la  comprensione di quale urgenza ci fosse dietro questo problema. Ma ora non è più solo un incombenza sociale e politica, oppure circoscrivibile soltanto ad alcuni stati o aree del mondo: è davvero estesa e globalizzata, perchè il clima mondiale è in una fase di profonde modificazioni, portando gli effetti di cui sappiamo. E potrebbe essere solo l’inizio.

Più del 95% degli scienziati sul pianeta sostiene la teoria antropocenica: non è più quindi il caso di credere ai cicli climatici che si ripetono con periodi più o meno lunghi, anche se sono rimasti senza però essere predominanti sulla sadica mano dell’uomo, irrispettosa dell’ambiente. Non è nemmeno pensabile a cause con effetti transitori che spariscono dalla sera alla mattina, miracolosamente e senza nessun intervento, serio e pianificato, da parte di chi decide ma anche di ognuno di noi. Il vero problema è che la gente crede sempre che siano i governanti a doverci pensare, che dipenda dalle strategie pensate nelle stanze dei bottoni, che se uso l’auto per andare in un posto servito bene dai mezzi pubblici, o se acquisto un prodotto senza guardare affatto l’etichetta per conoscerne l’impatto ambientale, non fa nessuna differenza: niente di più sbagliato. La comunità nel bene e nel male la facciamo noi, con le nostre scelte e i relativi stili di vita: deve essere chiaro che il bene collettivo non matura da solo senza gli sforzi, anche piccoli, di 7 miliardi e passa di singoli individui. 

L’ambiente è un bene primario di tutti e va rispettato da tutti. E’ la nostra prima casa, in più è gratuita. Come ha detto qualcuno, la terra (intesa non solo come terreno fisico ma tutto ciò che di buono ci offre madre natura) non la ereditiamo dai nostri genitori ma ce l’abbiamo in prestito dalle future generazioni, è un obbligo etico e morale restituirlo almeno nelle condizioni originarie. Con la speranza che i frutti di questo dovere, ossia il ripristino delle sane condizioni di vivibilità a tutte le latitudini, siano godibili il più presto possibile. La natura siamo noi, uomini, animali, piante, esseri viventi e non, tutti figli dello stesso progetto supremo che non dovremmo arrogarci il diritto di cambiare, al massimo di farlo in meglio. Capire a fondo questo concetto, questa cultura della responsabilità e della sostenibilità, comportandosi di conseguenza: è questo l’augurio che faccio a tutti noi.

Buon Natale, Merry Christmas, Joyeux Noel, Feliz Navidad !


(si ringrazia www.shutterstock.com per la gentile concessione della foto)
 

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